2008-10-26

Cinque pezzi facili

Sottotitolo: Se è la comunione d'intenti che ci serve per varcare il portale, possiamo anche tornare da dove siamo venuti.


(sessione del 2008-10-22)

Mese di Nightal, giorno 18

Dal diario di Hulga

Oh, che bella passeggiata! Immersi nella natura, come piace a me! Affascinati dai profumi, dagli animaletti, dalla vibrante forza di tutto ciò che vive. Avremo marciato per un'oretta, o forse qualcosa di più, ma a me è sembrato un attimo: abbiamo raggiunto una graziosa collinetta sopra la quale abbiamo trovato il più bel cagnone che si possa immaginare. Una specie di San Bernardo, tenero e giocherellone, da ben 17 DV, che appena ci siamo avvicinati - dopo esserci arrampicati sulla collina - ha abbaiato felice ed è sceso dall'altra parte. Caro! Ha fatto il sentiero più facile, per scendere, ed era così contento di vederci che nemmeno ci ha fatto riprendere fiato.

Allora ci siamo reimmersi nella foresta, in tutto quel verde meraviglioso. Inebriati dal paesaggio e dalle mille sensazioni, abbiamo affiancato un fiume maestoso per un po'. Poi l'abbiamo lasciato, a malincuore, e abbiamo svoltato verso destra, sempre dietro a quel nobile animale.

Siamo arrivati in una zona ancora più affascinante della precedente: forre e spaccature nella roccia la rendevano bella di una bellezza selvaggia. Scesi nel fondovalle, abbiamo avanzato tra le possenti muraglie delle colline che vigilavano severe e forse indifferenti sopra il nostro cammino, la nostra missione, la salvezza del mondo.

Com'è bella la natura! Non seguivamo nessun sentiero in particolare, ci addentravamo nell'essenza stessa del Faerun - ma che dico? - dello stesso Toril, nella vita di questo mondo che ancora pulsa e lotta nonostante le sciagure che l'affliggono. E poi... quale sorpresa! Due magnifici felini, un leone e una tigre, regali e fieri nell'aspetto, hanno vegliato sul nostro cammino dalle alte colline all'intorno. Dopo un paio d'ore (ma a me sono sembrati pochi minuti) uno spendido spettacolo ci si è parato dinnanzi, una creatura di tale bellezza e maestosità da lasciare senza fiato: un Leonal, glorioso nella sua corazza, armato di spada, ci aspettava! Ecco la nostra vera guida! Che caldo benvenuto che ci dà! Oh gioia! Adesso gli rifilo la storiella della vendetta che è già andata bene una volta...

Dal diario di Dram

Alla fine ho acconsentito a seguire il piano della cosiddetta druida. Voglio vedere se questo Zalaznar, che pare così potente e allo stesso tempo così sfuggente, potrà essere d'aiuto ai miei piani.

Per un'ora abbiamo camminato in questa fredda mattinata invernale senza arrivare a niente, in questo "Sacro Regno" che si culla nell'illusione di poter scampare al destino inevitabile che lo attende. Se fallirò, prima o poi anche il "dio degli animali" che lo protegge, Nobanion, verrà meno. Se avrò successo, tutto questo cambierà. In ogni caso, persino questi poveracci avranno guadagnare, se i miei piani andranno in porto. Quasi non mi riconosco più.

Comunque sia, abbiamo poi incontrato questa famosa "guida". Un cane! Tipico di un druido. E quella sciocca che gli faceva le feste - lei a lui! - mentre quello non solo ci ha fatto scarpinare su per una collina, ma è subito sceso dall'altra parte! Avrei dovuto incenerirlo subito! Ma no... i piani a lungo termine, la vendetta finale, sono molto più importanti di una momentanea - per quanto piacevole - soddisfazione.

Quel puzzolente quadrupede ci ha fatto camminare per altre due ore, con l'intento chiaro di farci perdere l'orientamento. Più di una volta ho notato che siamo ripassati dallo stesso posto, girando in circolo... dubito che questi allocchi che mi penzolano dietro se ne siano accorti, ma non è un problema. Tornare indietro non sarebbe comunque difficile, anche se dubito che dovremo farlo: ciò che ci serve, ciò che voglio, è là davanti, dietro quella parete, non alle spalle.

È stata dura. Dopo il cane, un leone e una tigre hanno sorvegliato il nostro passaggio. E per capirlo l'"esperta della natura" ha anche dovuto guardarli a lungo, studiarli con attenzione! Sono due animali, non ne hai mai visti? Qualcuno comunque ci tiene d'occhio; vorrei avere tempo per capire qualcosa di più su questo "Sacro Regno" e su come potrebbe essermi utile per alcune cose che ho in mente. Ma ormai è tardi, e il peggio è arrivato dopo, alla fine delle due successive lunghe ore di cammino. Quel maledetto druido! Scommetto che rideva, mentre concedeva così magnanimanente una "guida". Pazienza, ogni cosa a suo tempo.

Tutta quella luce è stata dolorosa, lo ammetto. Ma l'ho sopportata. Quel Guardiano, quel Guardinal - un Leonal, evidentemente - era così orgoglioso, pomposo e fiero della sua insignificante luminosità! Sciocco arrogante, spocchioso e inutile idiota, che con una mano indica il pericolo e con l'altra spinge noi ad affrontarlo, piagnucolando che non può passare oltre. Ha anche osato zittirmi! Zittire me, per stare a sentire le farneticazioni di quegli idioti, per far loro credere di volerli fermare così che fossero ancora più contenti di buttarsi nelle braccia di un pericolo mortale! Stupidi loro, e odioso lui. Anch'egli, un giorno, avrà quello che merita.

Dal diario di Stedd

L'ha fatto di nuovo! Ha venduto le nostre anime! E adesso dobbiamo seguire le indicazioni di qualche druido strampalato che, per qualche strano motivo, è l'unico che ci dà fiducia, senza peraltro chiedere alcunché in cambio. Promemoria: chiedere a Hulga qualche dettaglio. Correzione: no, è meglio che mi ridica proprio tutto.

Abbiamo scarpinato per ore, seguendo un cane, una specie di San Bernardo astemio (Niente fiaschetta, accidenti!) per poi incontrare un luminoso e un filino spocchioso Leonal che ci ha indicato la via per questo famoso portale (promemoria: chiedere a Dram che cos'è esattamente che dobbiamo fare, una volta là, quando sarà in buona). Certo, prima s'è fatto pregare un po': voleva sapere che ci venivamo a fare e mi ha dato la netta impressione che volesse incenerire Hulga quando questa ha annunciato, tutta baldanzosa, che era la vendetta a muoverla. In circostanze normali ciò che cerchiamo non ci sarebbe stato utile, né la vendetta sarebbe stata in grado di porre rimedio. Ma visto che la fine del mondo pare tutto meno che una circostanza normale, ci lascia andare, dopotutto. Insomma abbiamo perso altro tempo. Promemoria: visto che dobbiamo avere motivazioni decise e seguire lo scopo che ci ha portato qui, è meglio che mi faccia dire le une e l'altro.

Le cattive notizie non sono mica finite: lui può indicarci il velo di cristallo, ma un volta di là saremo da soli. Il portale è nella caverna, ma comunque prima ci sarà da oltrepassare il Guardiano. Mai che ci sia una via semplice, eh? Mai che sia sufficiente - chessò - vincere una gara di mangiatori di minestra! No, non noi: noi affrontiamo mostri e attraversiamo portali. Per fare che poi? Promemoria: guardare il promemoria sulle domande da fare a Dram.

Dal diario di Klovit

Oh, finalmente si picchia! Abbiamo passato la mattina a camminare, e camminare, e camminare ancora. C'erano un paio di micioni graziosi, ma non ho capito se erano maschi o femmine... vabbé. Poi siamo arrivati davanti a un leone alto alto (sarà stato almeno un due metri - due metri e mezzo, anche se quando s'è alzato in piedi pareva alto dieci metri). Non male, ma anch'io so fare paura come lui. Quasi, insomma.

Cioè, lì poi gli intelligentoni si sono messi a parlare delle solite cose: che cosa vi spinge, dove volete andare, che volete fare... Più di una volta sono stato lì lì per rispondergli «Sono venuto qui per picchiare qualcuno» ma temo che non l'avrebbe presa bene. Non sembrava contento di farci passare, mi sa che la gnoma non l'ha mica convinto, ma alla fin fine non ha fatto troppa cagnara (cagnara, un leone... e io sono una tigre! Che sagoma!) e ci ha lasciati andare. Anzi, ci ha proprio accompagnati per un bel pezzetto. Sarà stato circa mezzogiorno (avevo una fame!) e siamo scesi in una forra buia buia. Ma tanto il tizio luminoso fiammeggiava. Poi siamo arrivati a un laghetto. Strano, era tutto nero. Dall'altra parte c'era una cascatella... sì, carina. Dietro c'è una caverna. È la che dobbiamo andare. Ma prima ci sarà da picchiare un guardiano! Mmmmaaaaooooo!

Il guardiano c'è davvero! Prima, chiaramente, gli strategoni discutono a lungo: nessuno ha voglia di girare intorno al lago, hanno paura... Ma se la druida ha anche mandato le sue bestioline a vedere, e non è successo niente! Comunque hanno fatto una magia e ci siamo trovati dall'altra parte, su un ponticello di roccia sospeso a un mezzo metro sopra il lago, proprio davanti alla cascata. Bello. Una volta o l'altra chiedo di fare un altro giro. E l'acqua ha cominciato a muoversi! Arriva, arriva! Sono pronto, ho già sfoderato gli artigli!

Dal diario di Thazar

So' troppo forte! Fatti sotto, protoplasma nero, ché ne ho per tutti! Prima di congelo, poi ti fulmino, poi ti brucio! Sei finito! Finito, hai capito? Non puoi niente contro di me! Mmmm... sto finendo gli incantesimi... Ma chemmefrega! Niente può fermarmi, niente!

Dal diario di Hulga

Un protoplasma! Un enorme protoplasma nero! Oddiooddiooddioccheffaccio? Cheffaccio? Chiamo un Elasmosauro, sì, sì, lui potrà... ok, è già critico. Che faccio? Che faccio? Dovevo stare con mia sorella Malga: dice sempre che in montagna si sta così bene.

Dal diario di Dram

La faccenda è seria. Il portale è all'interno della caverna, ma ora l'entrata è bloccata da una spessa parete di ghiaccio. Ma me ne occuperò poi: prima bisogna liberarsi di quel maledetto protoplasma nero, o non ci sarà nessun attraversamento di nessun portale. E adesso devo anche buttare un incantesimo per quell'idiota che rappresenta la mia riserva di punti ferita.

Dal diario di Stedd

Oh, il combattimento è impegnativo e sto persino lanciando qualche incantesimo. Mi spiace un po' aver perso l'armatura di Louise (detta Kayurath): non so come fosse in combattimento, ma a camminare non era malaccio. E poi Dram mi ha addirittura guarito! Io dico che sta diventando buono. O almeno neutrale. Promemoria: non ho ancora lanciato nemmeno un fagiolo. Rimediare!

Dal diario di Klovit

Fffffffffffffffffffff!!!!! Fffffffffffffffffffff!!!!!!! Artigl' artigl' mors'... no, che schif... mors' no. 'spetta che mi metto a pestare il ghiaccio, va'.

Dal diario di Thazar

Aaaaaaahhhh! Mi ha preso, sono critico! Qualcuno mi curi, presto! Qualcuno mi curi!


Ipse Dixit:

  • DM: «Vi pare proprio un Leonal. La sua luminosità è abbagliante. Tu (rivolto a Dram) non sei per niente contento. Che fai?» Dram: «Rendo grazie a Mielikki». DM: «Eh?» Dram: «Mapporcapp...!»
  • DM: «Il Leonal, con voce profonda, vi chiede: "Perché siete qui?"» Tutti: «E tutti, cane compreso, ci giriamo a indicare Hulga!»
  • DM: «Allora, la chierica di Shar...» Hulga: «Non si dice "chierica", si dice "druida"!» Tutti: «Ok, la "druida di Shar"!»
  • Hulga: «Su, dai! Andiamo avanti!» Stedd: «Sì, dovevi fare qualcosa tu: è per quello che siamo fermi.»

2008-10-20

Chi siete? Dove andate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!

Sottotitolo: Potremmo abbattere un Tarrasque, ma se ci chiedono quali sono le nostre motivazioni siamo in braghe di tela. Anzi, grazie a Taz non abbiamo nemmeno quelle.


(sessione del 2008-10-13)

Mese di Nightal, giorno 17, notte

La stanza in cui riposano i due eroi è al piano terra della locanda (la taverna, infatti, è al secondo piano per i motivi che già sappiamo). La porta si apre lentamente cigolando e le ombre di tre boscaioli - che potrebbero anche essere avventurieri, anche perché portano spade lunghe, pugnali e scudi - si stagliano nell'oscurità. Come poi delle ombre possano stagliarsi nell'oscurità è tutto un altro discorso.

Klovit, l'Uomo Tigre, spalanca di colpo la porta e i tre, apparentemente spaventati, fuggono. Klovit li segue con un certo agio, ma i piani superiori sembrano tranquilli. Quindi, considerato che per gente come noi essere svegliati nel cuore della notte da tre tizi armati è una delle cose più gentili che ci siano mai capitate, torniamo a dormire.

Facciamo appena in tempo ad addormentarci quando qualcuno bussa alla porta. Un segno di gentilezza da parte dei tre disturbatori notturni? No, è solo una cameriera la quale, piuttosto assonnata, ci informa che qualcuno di sopra ci vuole parlare. Brontolando perché stanotte pare che non ci sia verso di dormire, saliamo fino alla locanda, dove ci aspettano 4 persone: due sembrano membri del Bastone Purpureo, mentre gli altri sono più anziani e vestiti da avventurieri. Quindi potrebbero essere dei boscaioli.

I boscaioli si fanno avanti: sono una donna e un uomo, si presentano e ci portano l'invito degli ospiti di Earthhome: pare che ci siano delle cose da discutere. Trasaliamo. Avranno mica arrestato Taz perché non ha il libretto di volo? Mah, non sembra. Klovit, intanto, scende a prendere i bagagli indispensabili (lima per artigli, cassettina di sabbia e via dicendo).

L'Uomo Tigre entra nella stanza e si ferma di botto: la finestra è aperta. Impallidisce, ma poi si tranquillizza: la sua cassettina di sabbia è ancora al suo posto, proprio dove l'aveva lasciata, usata, prima di tornare a nanna dopo l'assalto. C'è un odore, e non è la cassettina. Odore di uomo. Conduce fino alla finestra, forse è l'odore di uno di quelli di prima. Klovit esce dalla finestra e prova a seguire l'odore per un po' ma, arrivato in una strada più larga delle altre, lo perde; decide quindi di tornare in locanda, dove controlla che non manchi niente e poi torna su. «Ci hai messo parecchio; tutto a posto?» «Eh? Uh? Sì, certo. Andiamo, andiamo».

La città è molto tranquilla, di notte, e senza problemi raggiungiamo il collegio di Earthhome. Facciamo per varcare il cancello quando - paf! - Klovit si dà una manata sulla fronte: «Oh, a proposito: ci sono stati i ladri in locanda» «Sì, lo so, ma li abbiamo fatti scappare, no?» «Sì, ma sono tornati mentre eravamo di sopra: l'ho scoperto quando sono sceso a prendere i bagagli» «Mapporc! Hanno preso niente? E perché non me l'hai detto subito?» «Mmmmmaaaaoooooo...».

Entriamo. Raggiungiamo l'allegra combriccola al tavolo della cena, dove troviamo Taz e Dram. Una delle donne, che affettuosamente tutti chiamano Nonna Abelarda, ci dà il benvenuto. Rispondiamo grugnendo e lamentandoci della mancanza di sonno.

«Lui» dice Nonna Abelard ignorando le nostre proteste e indicando Taz «ci ha detto cose strane, incomprensibili e preoccupanti». Annuiamo, comprensivi: tutto quadra. «Pare che questi due - Taz e Dram - siano venuti in paese con altri due - cioè voi - e un'altra persona». Vorrebbe quindi farci delle domande anche se l'ora è tarda; d'altra parte sarebbe più imprudente farlo alla luce del sole, dice la nonnina, che come molte persone della sua età soffre d'insonnia e non sa come passare le lunghe ore notturne. Oltretutto, sfortunatamente non tutti quelli che erano presenti oggi nella Sala dei Bardi erano affidabili. Il che la dice lunga sulla gestione quantomeno approssimativa di questo stimato Collegio.

I presenti alla cena vogliono alcuni dettagli ulteriori sulla fantasiosa storia raccontata dall'Intrattenitore Rosso, e rispondiamo come meglio possiamo cercando di esporci il meno possibile. Cosa ahinoi inutile, visto che le braghe ormai sono state calate e calate restano. Ileana ci fa delle domande, mentre nonna Abelarda finalmente si assopisce, e poi anche un uomo interviene.

Pare un normale uomo di mezza età ma gli occhi ne rivelano la profonda saggezza. Vuole sapere chi ci mandi. «Una traccia» risponde Dram, ma ciò non gli basta. Allora l'Elfo Inalberato parla del diario, dove abbiamo trovato le indicazioni sul portale di Cedarspoke, che dovrebbe trovarsi nella foresta. «Sapete dove porta il portale?» chiede l'uomo. «No». «Sapete che cos'è?» «No» «Sapete almeno qualcosina?» «Sappiamo che tentare di attraversarlo attira l'attenzione di Mystra. «E se io potessi rimandarvi da dove siete venuti senza passare per il portale?», propone.

La cosa è interessante, ma al momento siamo distratti da altro. «Lui» dice l'uomo misterioso indicando Taz, cosa che da queste parti sembra lo sport nazionale «ha detto che varcando il portale voi sperate di contattare Mystra. Ma Mystra è andata, come gli altri». «Uhm» fa Dram «ma noi siamo per davvero in un'altra realtà?» «Boh» è la precisa risposta.

«Molti altri hanno cercato il portale in quest'ultimo periodo» spiega poi «e l'esistenza del portale non è più un segreto. D'altra parte, nessuno di quelli che l'hanno attraversato è più tornato a raccontare la loro esperienza. Voi perché volete attraversarlo?». Presi uno per uno gli parremmo normali; presi tutti insieme, invece, gli sembriamo strani. A noi sembra strano che non gli sembriamo strani anche presi singolarmente, ma ci affrettiamo a dichiararci d'accordo.

In questo mondo, ci dice, ce n'è stato uno solo in grado di sconvolgere la realtà con le proprie azioni: Karsus, colui che causò la morte di Mystryl. Di questo Tredici, o Nefradel come lo chiama qualcuno, nessuno ha mai invece sentito parlare. E né gli angeli né i demoni - figuriamoci un mortale - hanno il potere di causare la fine del mondo.

Le spiegazioni che cerchiamo di dare sulle nostre motivazioni non paiono convincenti, ma alla fin fine dei motivi non gliene frega niente. Piuttosto sarebbe interessante sapere dove e quando vorremmo andare, cosa che interessa anche i membri del gruppo oltre a Dram, che è quello con le idee. «Possiamo fidarci alla cieca della data che ci è stata data», ipotizza l'Elfalbero, «il 3.517, come scritto negli appunti di Tredici». «Ok, il 3.517, ma di che calendario?» ci chiediamo.

Il calendario potrebbe essere quello netherese: in un anno vicino a quello, il 3.520, si colloca la Follia di Karsus. Quanto al dove, non abbiamo la più pallida idea.

Stabilito in qualche modo il quando, parte il concorso di idee su che cosa fare una volta arrivati lì. Per esempio potremmo cercare qui e ora, dove siamo adesso, un arcimago netherese di 5.000 anni e chiedergli qualche informazione, ma pare che non sia così facile. Insomma, dopo aver discusso a lungo siamo ancora alle due possibilità: o accettiamo la proposta dell'uomo misterioso o proviamo a usare il portale.

Chiediamo quindi qualche informazioni in più su che cosa ci accadrebbe se accettassimo la sua offerta. Lui ci rimanderebbe nel momento immediatamente precedente all'inizio del tutto per ciascuno di noi. Gli occhi di Stedd si riempiono di lacrime di commozione: «Potrei finire la mia minestra, stavolta, prima che arrivi quell'ingordo del MMD! Non gliela lascerei finire una seconda volta!». Purtroppo, però, il tizio inquisitorio non può garantirci che conserveremmo memoria di quanto successo dal punto nel tempo in cui ci rimanderebbe fino a quello che per noi è l'oggi. E se ripetessimo tutto? Se il mondo continuasse a finire, intrappolato in un ciclo in cui continuiamo a realizzare il piano di Nefradel fermando la Ruota del Caos? E, soprattutto, se MMD continuasse a ingozzarsi di minestra per l'eternità?

Per stanotte non si riesce ad arrivare a una decisione. Ora torniamo a nanna; domani ci rifletteremo per bene e, in serata, daremo la nostra risposta. Prima di allontanarci, Dram è colto da un dubbio: «Se Mystra è andata, sarà possibile parlare con qualcun altro?». L'uomo crede di sì.

Mese di Nightal, giorno 17, mattino

Hulga torna da dovunque sia stata, tutta giuliva. «Ehilà, dov'è Dram?», chiede Hulga. «È in Collegio», risponde Stedd. «Era quello più portato, l'abbiamo fatto studiare» conclude filosoficamente Klovit. Lo fissiamo un attimo interdetti, poi seguiamo la Druida al collegio; pare che abbia bisogno di consultarsi con tutti contemporaneamente.

Non appena ci vede, Dram non fatica per nulla a nascondere la gioia; molto più difficile, invece, è tenere a freno l'istinto omicida. Ma si ferma lo stesso, perché Hulga gli annuncia che ha venduto le nostre anime. Di nuovo. A un uomo di cui non sa pronunciare il nome.

«Zanzanzan... no, aspettate... Zallallà... neanche... Zumzum... nemmeno... ma com'era?» «Peppereppé?» proviamo ad aiutarla. «Ma no! Coso, lì, Zanzibar... insomma, il Capo Druido Vecchio Che Comanda E Sa Le Cose» «Zàlaznar!» diciamo noialtri in coro. «Esatto! Proprio lui! Zerbinpass mi ha fatto delle domande, e io ho risposto». E qui ci preoccupiamo. Molto.

«Questa notte, poco dopo mezzanotte, ho incontrato Zonzolo in persona. Mi ha chiesto quale sia il mio intento e io hi risposto che vorrei porre rimedio a tutto quello che sta succedendo qui. Zufolo mi ha guardato a lungo e poi ha voluto sapere che cosa fossi disposta a sacrificare per raggiungere il mio obiettivo; la mia risposta è stata esemplare: "Cerco vendetta, e quindi tutto!"». Folgorati dalla rivelazione non riusciamo a spiccicare parola. In un angolo, Dram fruscia di orgoglio per la propria discepola. Pensiamo che tutto sia finito lì, che sia solo una roba da druidi, ma il peggio deve ancora venire.

«"E i tuoi compagni?" mi ha poi chiesto Zompazompa. Vi conosco bene e quindi sono andata sul sicuro: "Voglio espormi: sono disposti a sacrificare molto"». È qui che l'istinto omicida di Dram riprende momentaneamente il sopravvento, fomentato anche dagli identici istinti degli altri. La druida, poverina, non capisce il perché di tanta ostilità.

«Comunque Zirconio mi ha dato delle indicazioni. Ha detto: "Tra due giorni varcate il cancello a sud, camminate per un'ora e vedrete una collina che spunta dalla sommità degli alberi. Lì troverete una mia guida. E tieni in riga i tuoi compagni!"». La cosa ci piace sempre meno.

Dram, sospirando (o forse sarebbe meglio dire "traspirando"), dice a Ileana che vorrebbe parlare con Zàlaznar l'Artritico. E stasera Hulga sarà dei nostri.

Mese di Nightal, giorno 17, sera

Abbiamo passato la giornata chiacchierando, sistemandoci, lasciando che il Bastone Purpureo conducesse qualche indagine sui nostri misteriosi assalitori e facendo un sacco di cosine utili e carine. Di tutto meno che riflettere sulla proposta dell'Uomo Misterioso.

Ceniamo a Earthhome. La cena è piacevole ed è seguita da storie e canti. I convitati ci chiedono dettagli sulla storia della nostra epoca per capire in che cosa sia differente. Hulga racconta a tutti dell'incontro con il Legnoso, e gli rispondono che tutto sembra proprio tipico del suo modo di agire. Dram manifesta un po' di perplessità per le incongruenze: uno ci mette in guardia, l'altro ci dice «Andate» e si fida di gente che non ha mai visto.

Se il tipo che ha ingaggiato Hulga, comunque, è davvero Zazà, ci consigliano di fare come dice; in fondo pare proprio il suo modo di fare. Poi torniamo a parlare di storia, di quello che è successo nel nostro mondo risalendo all'indietro fino a cinque anni fa. Vogliono i dettagli e anche noi saremmo curiosi di sapere qualcosa su quanto successo qui, ma stasera pare che non si possa. Oggi vogliono sentire loro, domani potremo sentire noi. Ma noi domani dovremmo partire, se vogliamo dare retta a Zàlaznar, e quindi molto probabilmente non sapremo mai nulla.

Dram riesce comunque a porre alcune domande: vuole sapere che rapporto ci sia tra questi dei che se ne sono andati e i nostri. Gli rispondono che sono gli stessi, ma parlare con loro non porterebbe conoscenze a quelli della nostra realtà, qualora riuscissimo a tornare là. Sono uguali, però diversi. Coi nostri dei, quelli della nostra realtà, pare invece che non sia possibile parlare, perché la nostra realtà qui non esiste, e dunque nemmeno i nostri dei.

Poi passa al portale. «Si entra e si esce subito a destinazione?». Il passaggio non è istantaneo: c'è un viaggio, un spazio da attraversare ma nel quale non ci si può fermare. È un varco nel tempo.

Questo di Cedarspoke è uno dei tre Portali del Tempo. I loro aspetti sono leggermente differenti, ma la funzione è la stessa. Uno è un luogo di ghiaccio, un altro è d'argento e il terzo, questo, è di roccia, con delle gemme incastonate. Una tradizione differente suggerisce che sia in realtà di formaggio, ma i druidi preferiscono non parlarne.

Durante il viaggio saremo all'interno del Fiume del Tempo e la destinazione sarà data dalle nostre motivazioni, nel tempo e nello spazio. Noi potremo essere precisi nel tempo, ma non nello spazio.

Quando si attraversa il portale, si giunge sempre all'inizio di un anno e, alla fine di quell'anno si viene riportati qui, se non si è già tornati con altri mezzi; e anche qui sarà passato un anno. Il nostro problema è: se riuscissimo a fare quello che ci proponiamo (fermare o cambiare gli avvenimenti che hanno portato alla fine del mondo), dove torneremmo? Di nuovo in questo mondo finito, o nel nostro, e questo sarà come se non fosse mai successo?

Le risposte a queste domande - rispondono - trascendono la storia del portale. Perfetto.

Resta ancora una questione interessante. Ci rendiamo conto di non sapere quale sia l'obiettivo finale di Tredici, né il suo ruolo in questo mondo. Perché ha piantato in piedi tutto questo casino?

Mese di Nightal, giorno 18, mattino

Lasciamo Cedarspoke e andiamo a cercare le due guide promesseci da Zalaznar, conosciuto come l'Artritico (e speriamo che non sia conosciuto anche come l'Arteriosclerotico).

Ipse Dixit:

  • Taz:«Zazaspur... Ancapur... vabbé, sono confuso. Parla tu ché è meglio!»
  • DM (riassumento le posizioni dei personaggi sulla questione): «Lui (Klovit) parla per sé, tu (Stedd) per te... e lui (indica Taz) parla a vanvera»
  • Hulga: «E Dram?» Stedd: «È in collegio» Klovit: «Era quello più dotato: l'abbiamo fatto studiare»
  • Hulga: «A me non me ne frega niente, vero?» DM: «Di chi?» Hulga: «Di Mielikki! No, aspett... Mapporc...!» (io dico che la druida spera che gli dei non ritornino)